La situazione familiare influisce sullo spirito del viaggiatore?

La situazione familiare influisce sullo spirito del viaggiatore?

Osservando il rapporto che alcune amiche hanno con la propria famglia, non posso fare altro che domandarmi se la situazione familiare influisce sullo spirito del viaggiatore.
Chi ha una famiglia stile mulino bianco fa più fatica ad uscire dal guscio e partire?
E’ difficile capirlo, ma facendo un sondaggio tra gli amici che sono andati a vivere all’estero e quelli che invece non l’hanno mai fatto, la conclusione è che quelli che vanno all’estero, una buona parte, direi anzi la maggioranza, sono figli di divorziati o nati  in una situazione familiare opposta rispetto a quella della mulino bianco.

Forse se anch’io avessi avuto genitori che si amano avrei scelto di restare a casa e non partire?

I regali più belli e significativi che un genitore possa fare ai propri figli sono due: le radici e le ali.
Ma si riesce a spiccare il volo da soli se hai una famiglia così affiatata?

Di solito durante gli anni dell’universitá si resta a casa con mamma e papá.
Una volta arrivati ai 23 ci si rende conto che parecchi coetanei hanno già fatto delle esperienze. Una cosa del genere ti puó frenare perché più cresci e più poi hai paura di sbocciare.
E poi pensi: ho paura di andare dall’altra parte del mondo da solo, e se non fossi capace di  cavarmela da solo?
Ed ecco che allora decidi di iniziare per gradi e trasferirti per un paio di mesi a Londra in un college estivo con amici prettamente italiani.
E questo sarebbe andare all’avventura? NO!
Bisogna partire da soli per entrare davvero nell’anima di un paese e capirne la cultura e il modo di vivere.
Non ho assolutamente niente contro Londra o contro le scuole di lingua, era solo un esempio.
Ma questo tipo di esperienza può servirti e formarti a 15 anni non a 23 o 24.
E’ come se avessi le vertigini e cosa fai per affrontare la paura? Ti tuffi da uno scoglio alto al mare o fai paracadutismo?

Bisognerebbe lanciarsi con il paracadute, perché se si sceglie la prima opzione la paura più grande non la si vince comunque.
Ma se invece inizi a buttarti giù da un aereo in paracadute, poi tuffarti dallo scoglio è una passeggiata.

Quindi ora per concludere la domanda mi sorge naturale:
È meglio viaggiare e partire alla scoperta del mondo stando sempre un po’ soli, oppure essere persone ordinarie e felici nella propria armonia familiare?

E a voi, cosa vi rende davvero felici?

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Italiana di origine e cittadina del mondo, amo scrivere, viaggiare sola per il mondo ed imparare nuove lingue. Vivo a Barcellona dove lavoro come giornalista e specialista in comunicazione.

4 thoughts on “La situazione familiare influisce sullo spirito del viaggiatore?

  1. Riflessione interessante!
    Vengo anche io da famiglia divorziata ed ho sempre avuto una forte spinta e curiosità nel trasferirmi all’estero.
    Purtroppo da buona ansiosa non riuscirei psicologicamente a farlo da sola!

  2. Personalmente credo che l’istinto alla partenza sia qualcosa di radicato e profondo. Tutti amiamo e “odiamo” la nostra famiglia in qualche modo, ma sono assolutamente d’accordo con te: partire e farlo in solitaria e’ l’unico modo per esplorarsi fino in fondo e scoprire aspetti della nostra personalita’ che altrimenti rimarrebbero li’ nascosti nell’ombra della nostra zona di comfort.

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