La parte difficile del viaggio da non sottovalutare

La parte difficile del viaggio da non sottovalutare

La parte più difficile del viaggio è il ritorno, quando tutto ció che ti sei lasciato alle spalle ti manca terribilmente.
Quando si parte per un viaggio la prima sensazione che si prova é adrenalina. Quando arrivi a destinazione tutto intorno é nuovo, vergine, inesplorato e si ha solo voglia di iniziare la nuova avventura.

All’inizio non é mai facile, si ha sempre un pò timore di non fare amicizia, di non riuscire ad adattarsi o di non farsi piacere il cibo del posto. Si sente sempre un pò di nostalgia di casa, ma infondo sai che la tua vita e gli affetti restano lì, e saranno ancora lì quando deciderai di tornare.

COSA SUCCEDE QUANDO SI RITORNA ALLA QUOTIDIANITÀ?

Girare il mondo, imparare una nuova lingua, conoscere gente nuova, immedesimarsi nelle culture e visitare le innumerevoli meraviglie del mondo, sono tutte cose necessarie per un backpacker. Il problema è che ad un certo punto il viaggio finisce, ed in un colpo di ciglia ci si ritrova catapultati nella realtà di tutti i giorni, nella famosa routine di cui anche il più coraggioso dei packpacker ha paura.

La routine fa paura perché un viaggiatore non é mai davvero felice vivendo lo stesso giorno tutti i giorni dell’anno. Un backpacker per essere felice ha bisogno di avventurarsi. Ha bisogno di conoscere costantemente nuove persone. Ha bisogno di confrontarsi con culture diverse dalla sua e cercare di capire il loro punto di vista.

La parte difficile del viaggio

In un certo senso, le persone che sono felici nella propria quotidianità sono da invidiare. Non é facile vivere una vita in cui sei sempre in cerca di qualcos’altro, di qualcosa di nuovo,  sconosciuto, inesplorato.

IL RITORNO A CASA DOPO IL GRANDE VIAGGIO

Quando si torna a casa i primi giorni non senti tanto il cambio, perché sei felice di essere tornato, di rivedere i tuoi cari, di mangiare una buona pizza e di dormire su un letto comodo senza nessuno che russi accanto a te.

Ma poi passa una settimana, due, tre settimane, un mese. Ti senti in gabbia. Senti il bisogno di uscire e non sapere dove andare perché non conosci la città. Senti il bisogno di sentirti lo straniero che tutti guardano mentre cammini per strada. Ti manca condividere una camera con altre dieci persone che molto probabilmente sono estranei che in poco tempo diventeranno amici. La parte più difficile del viaggio è quando ti senti solo nella tua propria casa perché appunto, sei da solo. In corridoio on incontrerai 10 persone di 5 nazionalità diverse pronte a condividere il proprio cibo, le proprie serate ed i propri ricordi.

La cosa peggiore di tutto ció é che nessuno ti capisce. Le uniche persone che potrebbero capire il tuo stato d’animo sono lontane migliaia di chilometri. I tuoi cari ti diranno “prima o poi dovrai mettere la testa apposto” oppure “vivere in una routine significa maturare, tutti prima o poi devono farlo.”

Io non sono d’accordo con queste affermazioni. Conosco gente che vive nella routine da anni molto più immatura di qualcuno che ha passato gli ultimi 5 anni girando il mondo.

Sono scelte di vita, e purtroppo la maggior parte delle persone non é in grado di capirlo, perché non l’ha mai provato sulla propia pelle.

IL DESIDERIO INCONTROLLATO DI RIPARTIRE

Per quanto tu possa amare la tua famiglia, i tuoi amici o il tuo lavoro, loro non riusciranno a trattenerti dal tremendo desiderio di voler riempire lo zaino e ripartire.
La parte più difficile del viaggio è quando loro non capiranno le tue scelte. Tu non potrai farci nulla, se non provare a spiegarglielo attraverso i racconti dei tuoi viaggi.

E prima o poi lo farai, prima o poi ripartirai, perché hai troppo bisogno di conoscere persone che parlano la tua stessa lingua. E non mi riferisco all’inglese, all’italiano o al portoghese. Mi riferisco alla lingua di chi ha costantemente bisogno di cambiare d’aria, di vivere nuove esperienze e di creare nuovi ricordi di avventure irripetibili.

Se non vuoi finire anche tu in questo circolo vizioso ti consiglio di non partire per il tuo primo viaggio in solitaria, ma se lo farai sappi che non c’è niente di più bello di sentirsi a casa ovunque nel mondo.

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Italiana di origine e cittadina del mondo, amo scrivere, viaggiare sola per il mondo ed imparare nuove lingue. Vivo a Barcellona dove lavoro come giornalista e specialista in comunicazione.

8 thoughts on “La parte difficile del viaggio da non sottovalutare

  1. Leggendo questo post mi sono sentita meno sola…hai perfettamente ragione su tutto. L’unico vero problema è non poter vivere con la valigia in mano, ma ogni viaggio tu cambia, ti modifica, ti arricchisce e ti fa vedere le cose in modo diverso.. nel bene e nel male

    1. Hai proprio ragione Silvia, i viaggi aprono la mente..nel bene e nel male. Credo che se tutti la pensassero come noi vivremmo in un mondo migliore 🙂

  2. Hai ragione, su tutto. Dopo quello che chiamo il mio giro del mondo a tappe, mi sento proprio così. Sono davvero poche le persone che capiscono cosa abbia significato e cosa significhi viaggiare per me… Me ne sono fatta una ragione però e se ne faranno una anche loro, perché continueranno a vedermi viaggiare! Mi piace molto il tuo articolo! 😊

    1. Grazie mille Maria Grazia! 🙂 Ti capisco benissimo, purtroppo la gente che non ha mai vissuto quello che viviamo noi non puó capire. Chissá forse un giorno, attraverso i nostri racconti, potranno capire l’importanza di viaggiare e conoscere realtá diverse dalla nostra 🙂

  3. Capisco benissimo la sensazione… per anni il rientro a casa è stato un dramma che durava settimane. Le valigie fremevano per essere riempite e chiuse di nuovo.
    Poi però raccontare e scrivere dei viaggi appena fatti sul blog durante il periodo fra una partenza e l’altra è diventato una cura. Un modo per riflettere. Un modo per consolidare i cambiamenti portati a casa dal viaggio appena concluso. L’attesa del prossimo adesso è forse meno intensa e più costruttiva, faccio progetti per le visite, i post da scrivere e studio. In fin dei conti non è così male dai 🙂

    1. Che belle parole Elisa, sono d’accordo su tutto! Provo esattamente le tue stesse sensazioni quando scrivo, scrivere è davvero una cura per l’anima ed aiuta a rivivere i momenti vissuti in viaggio 🙂

  4. Ciao, per me è cosi’ anche se non sono backpacker (o meglio, non piu’ o non sempre visto, che ho famiglia)..dopo un po’ di tempo sento l’esigenza fisica di vedere un panorama diverso, staccare dalle abitudini e anche prendere vacanza dalle relazioni con le persone che ho attorno..e respirare un po’ di aria nuova e diversa! E’ che purtroppo non è semplice col tempo, per gli impegni lavorativi, scolastici di mia figlia, per i costi che implica viaggiare..e allora nel tempo tra un viaggio e l’altro fantastico divorando di tutto riguardo la meta prossima e pianificando tutto, tanto che dopo un po’ mi sembra di esserci già stata..Questo per i miei brevi viaggi. Comprendo che per quelli dove puoi stare via parecchio, improvvisare ed in solitaria il bello e la curiosità dev’essere anche l’incognita.. Goditi questo tempo al massimo. Patty

  5. Concordo pienamente! In particolare su due punti. Il primo è che anche io ho sempre “invidiato” le persone che si trovano bene nella loro quotidianità e non hanno bisogno di cercare continuamente.

    Poi anche quando dici di sentire la solitudine a casa.

    Io ho vissuto in Inghilterra per alcuni anni, prima da sola e poicon il mio fidanzato (diventato poi marito). Quando abbiamo deciso di ritornare in Italia eravamo felici, ma dopo poco abbiamo sentito questa solitudine, non eravamo più capiti… Davvero eravamo cambiati così tanto? A noi non sembrava. Abbiamo fatto più fatica a riambientarci in Italia che abituarci all’Inghilterra. Per fortuna eravamo in 2 e tra di noi ci siamo sostenuti 😉

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