Workaway a Tokyo

La mattina del 22 Marzo 2015 sono partita dall’aeroporto di Milano con destinazione Tokyo Narita.

Completamente da sola, consapevole del fatto che sarei stata distante da casa una cosa come 9800km in linea d’area, ho imbarcato la mia valigia e mi sono diretta al gate. Mentre camminavo, mi guardavo intorno, e pensavo… e giuro che non c’è cosa che mi piace di più di camminare da sola in un aeroporto con lo zaino in spalla e osservare le persone che mi siedono o camminano accanto,e magari farci pure amicizia. Ho conosciuto un ragazzo tailandese durante l’attesa, non aveva le scarpe, era scalzo, e vestito in modo alquanto strano. Mentre parlavamo mi diede un coraggio che io stessa non avrei mai pensato di poter avere; parlava dei viaggi e della vita come se fosse tutto molto facile, mi disse che la vita è fatta di semplicità è l’uomo che se la complica, “Let’s live your life easily” mi disse. Allora l’aereo decollò e con esso anch’io, non vedevo l’ora di arrivare.

Una volta arrivata all’aeroporto di Tokyo Narita ero super stranita, erano pochi li occidentali in areoporto, ero io quella “diversa” per la prima volta nella mia vita, erano tutti orientali , e c’erano solo cartelli scritti in Kanji ( caratteri giapponesi) e poche cose scritte in hiragana( alfabeto delle parole giapponesi) . Ma lo sapete che hanno i water incorporati al bidet e all’ asciugatrice? Io non ci potevo credere tant’è che la prima foto che scattai fu un selfie di me e del water…that’s amore! E’ la cosa che più mi manca del Giappone! =D

11355508_10206740281250095_720737209_n  (I tasti sulla destra del water servono per attivare le funzioni)

Mi incamminai cercando la fermata del treno che mi avrebbe portata a destinazione, Asakusa, uno dei quartieri più famosi e belli di Tokyo.

Ah giusto non vi ho detto una cosa importantissima, stavo andando a lavorare in un ostello, al Khaosan Tokyo Laboratory, come housekeeping per tre ore al giorno cinque giorni a settimana in cambio di free accomodation.

VUOI VIVERE UN’INDIMENTICALE ESPERIENZA IN GIAPPONE ANCHE TU? E’ FACILISSIMO!

Basta visitare il sito di “Khaosan Tokyo guest house” cliccare su “contact us”  e scrivergli una mail di quando e perché vuoi andare a stare in Giappone per un po, e riceverai risposta in men che non si dica, sono sempre pronti ad accogliere giovani viaggiatori! Gli ostelli della Khaosan sono a Tokyo, Kyoto, Beppu, Fukuoka  e Sapporo, devi solo scegliere la città! Io ci restai per quasi 3 mesi, e lo rifarei altre 100 volte!

Una volta arrivata all’ostello tutto mi sembrava così surreale, feci un pisolino altrimenti sarei davvero morta di jet lag, e poi la sera andai nel bar dell’ostello Kkhaosan World ( il Khaosan dove stavo io non era l’unico a Tokyo) dove lo staff e gli ospiti di tutti i khaosan di Tokyo si riunivano. Lì conobbi un ragazzo messicano, Diego, che diventò il mio miglior amico a Tokyo, senza di lui la mia esperienza non sarebbe stata la stessa. Da quel primo giorno pian piano sentivo Tokyo sempre più casa mia. La cosa che più mi piace del Giappone è che è un posto davvero sicuro: in metropolitana vedi bambini di 5/6 anni da soli che vanno a scuola, alle 4 del mattino puoi ritornare a casa da sola in tacchi e minigonna senza che nessuno ti urli dietro cose sconce, per strada non si può fumare solo nelle aree apposite per non dar fastidio ai passanti, se la polizia ti  becca che fumi la multa è assicurata. Nei ristoranti e nelle tavole calde l’acqua è gratis.. E’ GRATIS! Dovrebbe essere così in tutto il mondo. I giapponesi sono una popolazione alquanto strana secondo me: sorridono sempre, ma senza darti troppa confidenza; sono accoglienti, ma freddi allo stesso tempo, e poi tra amici o tra amanti non si dicono ti voglio bene, o ti amo, quelle fatidiche parole le usano solo dopo il matrimonio. L’unica amica giapponese che avevo durante la mia permanenza a Tokyo si chiamava Erina, e lei era un po’ più occidentalizzata rispetto a tutti gli altri, ma un giorno quando feci l’errore di abbracciarla lei si spaventò, pensava ci stessi provando con lei, ignara del fatto che io oltre ad essere italiana sono anche napoletana, quindi per me il contatto fisico è segno di affetto più che per qualsiasi altra persona.

Io credo che l’esperienza giapponese è da provare almeno una volta nella vita, perchè non solo è lontanissimo da casa, ma è tutt’altro mondo.  Se vai negli Stati Uniti magari sarà distante uguale, ma il Giappone è completamente diverso dal mondo e dalla quotidianità che conosciamo.

Nel prossimo articolo scriverò quali sono le cose che bisogna assolutamente vedere a Tokyo! 🙂                                                                 11180395_10206533356517106_320795358_o

                             LS

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2 pensieri riguardo “Workaway a Tokyo

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